Le 13 cose che non sai sui sogni

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13 cose che non sai sui sogni

Sai riconoscere e interpretare i tuoi sogni?

I sogni sono spesso argomento di dibattito e speculazione nel mondo scientifico ma anche tra le persone comuni. In genere siamo interessati a capirne il senso, la domanda che ci si ripete più spesso è «perché ho fatto questo sogno? Che significato può avere?».

Come scrive il giornalista David Randall nel suo libro Dreamland: Adventures in the strange science of sleep (2012), fin dagli albori dell’umanità, l’uomo ha sempre considerato ricchi di significato i sogni, approcciandoli come messaggi divini o profetici.

Varie e diversificate sono le teorie e le interpretazioni che si sono succedute nel corso dei secoli, dalle credenze popolari alla moderna interpretazione dei sogni, passando per le teorie di psichiatri e psicanalisti come Carl Gustav Jung e Sigmund Freud.

Molti sono però gli argomenti interessanti attorno ai sogni che sono in pochi a sapere; altrettanto poche sono le persone che si interrogano sugli aspetti più strani del sonno. Ci si potrebbe chiedere, ad esempio:

  • Quanto dura un sogno
  • Come e perché si sogna
  • Se si sogna a colori
  • Se gli animali sognano

Le curiosità sono moltissime, noi vi conduciamo attraverso le 13 cose che (forse) non sapete sui sogni.

Cos’è un sogno

Il sogno è, di fatto, un fenomeno psichico legato alla dimensione del sonno. Chi dorme percepisce delle immagini e dei suoni che sembrano normali, reali insomma. Gli studi che si sono susseguiti nel corso dei decenni hanno permesso di individuare un funzionamento della mente con dei meccanismi del tutto differenti rispetto a quelli utilizzati nel pensiero cosciente.

come sognare

I sogni avvengono prevalentemente nella fase del REM del sonno, ma non è possibile definirli da un punto di vista biologico. Freud scriveva nel celebre lavoro L’interpretazione dei sogni che il sogno è la realizzazione allucinatoria, nel corso del sonno, di un proprio desiderio ancora inappagato; per Fairbairn (1952) si tratterebbe di un fenomeno schizoide; Bonime nel suo Uso clinico dei sogni (1962) parla di un autoinganno creato ad hoc dalla nostra mente per preservare il proprio modello di vita sociale e privato.

Perché sogniamo

Nel corso della notte, il nostro cervello rimane molto attivo: in questa fase della giornata, quando dormiamo, seleziona e scarta i ricordi. Allo stesso tempo mentre dormiamo il nostro cervello cerca di risolvere i problemi che abbiamo incontrato nel corso della giornata o che ci affliggono da tempo.

Secondo alcuni studiosi si verrebbe così a creare un collegamento diretto tra il sonno e il nostro subconscio, che confluirebbe proprio nella fase del sogno. È così che secondo la psicanalisi possiamo sperimentare mentre dormiamo, proprio durante il sogno, riflessi delle nostre preoccupazioni. La parte logica del nostro cervello, mentre dormiamo, rimane però inattiva, è così che abbiamo una rappresentazione dei problemi spesso illogica, che si trasformano in una forma propriamente metaforica e surreale.

Da dove provengono i sogni

Da tempo gli studiosi si interrogano sul luogo in cui nascono i sogni. Recenti ricerche di un équipe di scienziati italiani e americani hanno individuato una hot zone nella quale nascerebbero i sogni. Si tratta di una zona superficiale del cervello, posta di poco sopra alla nuca, la zona calda corticale posteriore.

Il merito della scoperta si deve, in particolar modo, ai ricercatori Claudio Bassetti e Matthias Bischof dell’università di Berna. Sono giunti a questa conclusione studiando il caso di una signora di 73 anni colpita da ictus al cervello (proprio nella zona calda corticale) che smise all’improvviso di sognare. Lo studio integrale è stato pubblicato nel 2004 negli Annals of Neurology, rivista ufficiale dell’Associazione Americana dei Neurologi.

I sogni proverrebbero quindi da questa area del cervello: in questa zona della corteccia cerebrale, infatti, le onde lente che caratterizzano il sonno profondo lascerebbero spazio a quelle rapide, caratteristiche della veglia, prima rispetto ad ogni altra area del cervello. È verosimile pensare, quindi, che le onde lente traggano origine da quest’area, e con esse i sogni.

Quanto dura un sogno

La risposta è piuttosto complessa, molto dipende, infatti, dalla natura del sogno. Semplificando, si può affermare con certezza che la durata del sogno è variabile. È possibile fare sogni di soli pochi secondi, sempre in condizioni di assoluta tranquillità, così come farne di molto lunghi, anche 30 minuti. Sulla base di diverse ricerche scientifiche, si può affermare che:

  • Un sogno dura tra 5 e 20 minuti
  • Una persona può fare fino a 7 sogni per notte
  • Mediamente, durante un sogno facciamo tra i 3 e i 5 sogni
  • Un quarto del sonno è “coperto” da sogni

Giornata mondiale del sogno

Ogni anno, dal 2012, il 25 settembre ricorre il World Dream Day, la Giornata mondiale del sogno. Un giorno dedicato a ciò che vediamo nel sonno, alle riflessione sui sogni e sul loro significato. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di responsabilizzare persone, famiglie e imprese a lottare per raggiungere i propri obiettivi, per far sì che i sogni nel cassetto e quelli che “sogniamo” la notte, si possano avverare.

Cosa sognano le persone

Uno studio effettuato su oltre 50.000 persone dallo psicologo Calvin S. Hall e dal suo team ha sottolineato come ci siano delle nette somiglianze su quello che le persone sognano in tutto il mondo. Ne è uscito un articolo A cognitive theory of dream symbols, pubblicato in “The Journal of General Psychology”. Secondo le risultanze ottenute, lo studioso sostiene che:

  • I sogni sono fantasmagorici; persone, luoghi ed eventi si fonderebbero l’uno nell’altro
  • L’emozione più comune vissuta mentre si sogna è l’ansia
  • La stragrande maggioranza delle persone sogna a colori
  • Il 10% dei sogni è di natura sessuale (con percentuale che cresce negli adolescenti)

Ricordiamo solo il 5% dei sogni

Ci sono numerosi studi sui sogni, Allan Hobson ha concentrato la sua attenzione sui sogni che dimentichiamo. Dalle risultanze delle sue ricerche:

  • Il 95% dei sogni si dimenticherebbe rapidamente. Ancor prima di svegliarsi dal sonno.
  • Nei primi 5 minuti dopo essersi svegliati si dimentica il 50% dei sogni.
  • Dopo 10 minuti rimarrebbe invece vivido solo il 5% di quanto abbiamo sognato.

Secondo lo studioso, non riusciamo a ricordare i contenuti dei sogni (o solo una parte) poiché quando non siamo coscienti processiamo le informazioni in modo molto differente rispetto al normale. Utilizzando uno scanner cerebrale e un campione di persone rappresentativo è stato dimostrato che mentre sogniamo (nella fase REM del sonno) i lobi frontali del cervello, indispensabili per la memoria e i ricordi, rimangono inattivi.

La scoperta dell’esistenza di una fase REM del sonno si deve a Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman nel 1953. Dieci anni dopo, spiegarono l’architettura del sonno, con l’alternanza dei cicli REM e NREM.

Trascorriamo fino a 5 anni di vita sognando

Sembra molto strano, 5 anni sono un’infinità di tempo. Se però si considerano l’aspettativa di vita sempre crescente di anno in anno e una media di ore di sonno giornaliere tra le 7 e le 8, facendo due calcoli rapidi, ne consegue che:

  • Una persona dorme nel corso della sua vita per un totale di circa 20 anni
  • Dormiamo tra un terzo e un quarto della durata della nostra vita
  • In un’intera vita, facciamo fino a 30.000 sogni
  • Passiamo tra i 3 e i 5 anni a sognare

Si può sognare in bianco e nero?

Otto sogni su dieci sono a colori, ma non tutte le persone riescono a fare sogni in bianco e nero. Allo stesso tempo, c’è anche chi non ha mai sperimentato una visione onirica a colori nella propria vita. Un esperimento recente ha dimostrato che la maggior parte delle persone ha la tendenza di vedere, nei propri sogni, colori sulle tinte pastello, tonalità quindi delicate ma ben precise. Uno studio recente di Michael Schredl, professore all’istituto centrale di salute mentale di Mannheim, invece, ha dimostrato che processi di memoria difettosi giocano un ruolo significativo sul perché alcune persone affermano che i loro sogni siano in bianco e nero.



La scienza ci dice, allo stesso tempo, che meno del 5% dei giovani under 25 ha sognato almeno una volta nella vita in black and white. La percentuale si alza nelle persone più anziane, ma rimane comunque inferiore al 10%. Ci sono quindi persone che fanno molti sogni in bianco e nero, altri invece, e sono la maggior parte, non li hanno mai sperimentati. Voi come sognate?

Alcune persone non possono sognare

Come abbiamo detto, ci sono molte persone che sognano, ma al loro risveglio non ricordano proprio nulla. Pare che alcuni, tuttavia, non possano davvero sognare. Secondo uno studio del 2004 di Bassetti e Bischof, si tratterebbe di una conseguenza di ictus cerebrali, che comporterebbero dei danni permanenti e irreversibili della corteccia.

Gli animali sognano

Se avete un gatto o un cane avrete sicuramente notato che spesso, quando dormono, sospirano, hanno spasmi, o comunque fanno dei movimenti incontrollati. La conferma che questi siano segnali che stanno sognando arriva da uno studio effettuato su un gorilla, il quale riusciva a dominare il linguaggio dei segni e al contempo ricreare proprio con i gesti le immagini che stava sognando.

In un recente articolo pubblicato sulla BBC, lo scrittore e reporter scientifico Jason G. Goldman ha spiegato come si è arrivati a sostenere che gli animali possano sognare, raccogliendo una lunga serie di ricerche interessanti.

Tra gli studi più recenti riportati, ci sono quelli fatti sui ratti dal ricercatore del Mit di Boston Matthew Wilson. Gli scienziati hanno registrato l’attività neuronale dell’ippocampo dei topi mentre correvano e quando dormivano: in entrambi i casi osservarono l’attivazione degli stessi neuroni, identificando modelli identici di attivazione durante la veglia e la fase REM del sonno. La scrittrice Alice Robb ha spiegato nel dettaglio gli esperimenti nel libro La nuova scienza dei sogni.

Anche i ciechi sognano

Tutte le persone umane, lo dice la scienza, possono sognare, eccezion fatta per alcuni casi piuttosto gravi di disordine psicologico. Le persone che pensano di non saper sognare, probabilmente dimenticano semplicemente le proprie visioni oniriche nel momento in cui si svegliano. In questo quadro, anche le persone cieche possono sognare.

Chi ha perso la vista in una precisa fase della sua vita, può riprodurre suoni ma anche immagini, andando a pescare nella propria memoria. Le persone che nascono cieche, invece, nei sogni non vedono immagini, ma percepiscono profumi e odori, oltre a voci e suoni. Si tratta di sogni differenti da come siamo abituati a concepirli, ma pur sempre di sogni si tratta.

Se masticate un po’ di inglese, la star di Youtube Tommy Edison, cieco sin dalla nascita, spiega cosa sognano le persone cieche. Ecco il video.

Tutti fanno gli incubi?

Quando si sogna, è molto probabile fare un incubo. Gli scienziati hanno dimostrato che quasi il 50% delle persone adulte sperimenta almeno una volta nella vita un brutto sogno. Di quelli che fanno svegliare in preda all’ansia e alla preoccupazione. Sempre secondo ricerche su campioni di popolazione, nei bambini l’incidenza degli incubi si ridurrebbe al 30%, soprattutto nella prima infanzia.

Gli incubi si possono distinguere in base alla fase del sonno in cui lli sogniamo. Ci sono 3 categorie:

  • Incubi REM: dovuti a disagi emotivi, si manifestano come sogni cupi e piuttosto angoscianti
  • Incubi Non-REM: le cause sono le stesse, ma sono più simili a delle allucinazioni. Lo spavento è più grande e perdurante.
  • Incubi post-traumatici: nel sonno tendiamo a ripercorrere dei fatti realmente avvenuti, che ci hanno sconvolti e segnato

Le cause degli incubi non sono accertate e ritenute comunemente valide. Si tende comunque ad associare gli incubi ad un ritmo sonno-veglia irregolare, all’utilizzo di farmaci antidepressivi, a diversi disturbi del sonno e al fumo di sigaretta.

Se ti interessa approfondire l’argomento, il noto psicologo Luca Mazzucchelli spiega come combattere gli incubi. Gli autori Jeff Belanger e Kirsten Dalley hanno invece pubblicato Il libro degli incubi, una vera e propria enciclopedia, che raccoglie le interpretazioni dei brutti sogni, anche quelli più vividi.